La viticoltura nei castelli romani - Azienda agricola Di Marzio

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La viticoltura

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La viticoltura rappresenta l'insieme delle tecniche che prevedono la coltivazione delle viti (da tavola e da vino). L'attività di viticoltura va dall'epoca di messa a dimora delle barbatelle innestate fino all'epoca dell'espianto.

Le barbatelle sono piccole viti innestate su portainnesti americani.

Quest’ultimi sono infatti resistenti alla fillossera (un insetto) contrariamente alle viti europee.
Il primo passo da affrontare prima di impiantare un nuovo vigneto riguarda la sistemazione del terreno necessaria nel caso in cui quest’ultimo si trovi in collina o in zone con forti pendenze, anche se i vini prodotti in collina hanno potenzialità qualitative superiori in confronto a quelli prodotti in pianura. Le soluzioni moderne prevedono la sistemazione dei terreni collinari secondo due forme:
Terrazzamenti, di medie dimensioni che si preparano ricostruendo sia le piccole terrazze che le murate di sostegno con cemento armato.
Ciglioni, si sistemano i ciglioni a giropoggio con filare sull’esterno del ciglione, la scarpata di sostegno viene inerbita.  All'interno (verso il lato monte), il ciglione sostiene un filare in piano su cui può circolare un trattore per gli interventi al verde.
Il secondo passo riguarda l’impianto.

L'impianto d'autunno è da preferire in zone calde soprattutto quando vi è una piovosità prevalentemente invernale piuttosto di quella estiva.

In questo modo le piantine radicano già durante l'inverno e sopporteranno meglio la siccità estiva.

In zone più fredde, dove c'è il rischio di inverni molto asciutti, è meglio procedere all'impianto in primavera.
Per il tracciamento dei sesti d'impianto è importante decidere le distanze a cui porre le piante poiché un volta cresciute è molto difficile modificarle, tenendo sempre ben presente il tipo di forma d'allevamento scelta ed inoltre la possibilità di meccanizzazione. Palatura: i pali ovviamente devono essere messi in verticale con la massima precisione, per questo oggi si usano macchine che li piantano con altissima precisione.
Importantissimi inoltre sono i pali di testata che devono avere una certa inclinazione e delle ancore ad almeno 1 m sotto terra.
È necessario decidere che forma di allevamento scegliere.

(tridimensionali), ovvero ad alberello; a controspalliera (bidimensionali), ovvero a tralcio rinnovato fra cui: guyot, capovolto, archetto o a cordone permanente (speronato, sylvoz o casarsa, cordone verticale); a tetto (parallelo al terreno) come pergola, tendone, raggi (belussi), spalliere-pergole; doppie cortine (G.D.C., duplex), cortina semplice (cordone libero).

Si passerà poi alla potatura che assicura un rapido sviluppo della struttura scheletrica e radicale della vite ed una rapida messa a frutto. Questa fase può durare dai due ai tre anni. La potatura di produzione ha lo scopo anche di mantenere le piante "pulite" e nella forma di allevamento stabilita, ma soprattutto di massimizzare la produzione di uva, eliminando i rami che portano meno frutti, garantendo un adeguato carico gemmario limitando la vigoria: lasciare solo i rami "essenziali" fa sì che la pianta concentri tutta la sua energia nei grappoli d'uva anziché distribuirla in molti rami e foglie.
Altro passo importante è la concimazione. Anche la concimazione della vite ricopre una notevole importanza se si vuole ottenere un prodotto di qualità. Si parte già prima della messa a dimora delle barbatelle con una concimazione di fondo effettuata con del letame maturo per una quantità di circa 500 q/ha.
Una concimazione eseguita correttamente porta notevoli miglioramenti nel nostro vigneto, ma una concimazione fatta in modo scorretto è molto dannosa e si ripercuoterà in negativo anche sulla produzione.
L’ultimo passo, il più importante, riguarda la vendemmia; il periodo di vendemmia varia tra luglio e ottobre (nell'emisfero settentrionale) e tra febbraio e aprile (nell'emisfero meridionale) e dipende da molti fattori, anche se in maniera generica si identifica con il periodo in cui le uve hanno raggiunto il grado di maturazione desiderato, cioè quando nell'acino il rapporto tra la percentuale di zuccheri e quella di acidi ha raggiunto il valore ottimale per il tipo di vino che si vuole produrre.
Il momento della vendemmia può dipendere da:
condizioni climatiche: all'aumentare della latitudine le uve maturano più tardi;
zona di produzione: le uve delle vigne esposte a sud maturano prima di quelle esposte a nord; all'aumentare dell'altitudine le uve maturano prima;
tipo di uva: i vitigni a bacca bianca maturano in genere prima dei vitigni a bacca rossa;
tipo di vino che si vuole ottenere, determinato dalla maggiore o minore presenza di alcuni componenti, quali:
zuccheri, un maggior tenore di zucchero aumenterà il grado alcolico del vino prodotto; inoltre un giusto tenore zuccherino è indispensabile per avviare la fermentazione alcolica;
acidi, le sostanze acide sono necessarie sia per evitare la proliferazione di batteri (e quindi di malattie), sia per la successiva conservazione del vino;
componenti aromatici, variano durante la maturazione dell'uva, e contribuiscono a determinare le caratteristiche organolettiche del vino.

I metodi di raccolta sono due manuale e meccanico.

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